Comunicato stampa_22 maggio 2009

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE FIRENZE
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Firenze, 22 maggio 2009

ELEZIONI COMUNE DI FIRENZE

IL CANDIDATO SINDACO VALDO SPINI INCONTRA CONFARTIGIANATO 

Si è svolto ieri l’incontro tra gli associati di Confartigianato Imprese Firenze e Valdo Spini, candidato sindaco del Comune di Firenze.

Una capacità di legiferare finalmente anche a misura di piccola e micro impresa e non esclusivamente di grande; una semplificazione burocratica che contrasti il 5% della produttività spesa per adempiere alle innumerevoli richieste della burocrazia; interventi che recuperino Firenze alla sua vocazione di città turistica d’eccellenza e che sostengano le imprese; azioni capaci di fermare l’allontanamento dei centri decisioni bancari da Firenze; un sistema di mobilità funzionale alle esigenze di cittadini ed imprese; una politica di incentivazione e sostegno alla permanenza di laboratori artigianali ed esercizi commerciali nel centro cittadino; una concreta lotta all’abusivismo e alla contraffazione. Queste, in sintesi, le richieste rivolte a Spini dai Vice-Presidenti di Confartigianato Roberto Tegas e Leonardo Bonciani.

Particolare attenzione hanno suscitato le proposte per il sostegno dell’artigianato artistico che Spini ha legato all’emanazione del regolamento di attuazione della nuova Legge Regionale sull’artigianato. “Il regolamento - ha spiegato il candidato – deve riempiere di contenuti la figura del Maestro d’Arte, rendendolo in grado di svolgere un’effettiva azione di addestramento per i giovani, di diversa ampiezza e configurazione rispetto al normale apprendistato”.

“Una proposta interessante, visto che una delle cause del difficile ricambio generazionale per i mestieri artistici risiede proprio nell’attuale insostenibilità che regola l’apprendistato” ha dichiarato Daniela Checchi, direttore di Confartigianato Imprese Firenze.

Accolta con attenzione anche la possibilità prospettata da Spini di innalzare il limite minimo di superficie per evitare l’uso residenziale “selvaggio” dei piani terra del centro storico.

“Occorre, però, che la superficie minima sia definita tenendo conto del fatto che molte botteghe artigiane con attività di vendita al pubblico necessitano di spazi ampi e, soprattutto, affiancare il provvedimento a politiche di ripopolamento del centro, considerato che tante attività artigianali e commerciali lo hanno abbandonato da tempo” ha concluso Checchi.