
UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE FIRENZE
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Firenze, 2 dicembre 2009
AUMENTO TIA NEL COMUNE DI FIRENZE
CONFARTIGIANATO: DELUDENTI E SOPRATTUTTO PREOCCUPANTI PER IL FUTURO LE RISPOSTE DELL’AMMINISTRAZIONE
Scatizzi, presidente Confartigianato: quando la politica non riesce a risolvere i problemi del presente ma neppure a progettare il futuro, sicuramente c’è qualcosa che non va
“Niet alla richiesta di revisione degli aumenti della Tia stabilita dal Comune di Firenze, a danno di cittadini ed imprese, per pareggiare un buco di bilancio di circa sei milioni di euro imputabile alla passata amministrazione. L’ammissione sconcertante di un aumento certo e graduale della tariffa per i prossimi anni, causa inadeguatezza (questa ammessa all’unisono da presidente e amministratore delegato di Quadrifoglio, Giorgio Moretti e Livio Giannotti) del futuro termovalorizzatore alle esigenze del territorio. Se la pubblica amministrazione non è in grado di risolvere un problema attuale e manca addirittura di capacità progettuale per il futuro, significa proprio che c’è qualcosa che non va”.
Questo il commento lapidario che Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze, fa dell’esito dell’incontro che quest’oggi ha opposto Comune di Firenze, associazioni di categoria e Quadrifoglio sulla questione degli aumenti Tia, la famigerata Tariffa d’igiene Ambientale che una recente sentenza della Corte Costituzionale ha però indicato essere una tassa, sancendo la conseguente illegittimità dell’IVA pagata dai contribuenti.
“Un esito deludente - aggiunge Scatizzi - visto che l’unica concessione al momento accordata al mondo dell’impresa è quella di rivedere per il 2010 l’eccessivo peso della Tia (pari al 70% del totale) caricato sulle aziende” .
Un segnale di mancata discontinuità dalla classe politica precedente, marcato su una tassa che, per l’impresa, simbolizza logiche di inefficienza ed inefficacia politica, a partire da quella dimostrata nel ritardo della costruzione del termovalorizzatore.
“Se per quest’anno è impossibile rivedere aumenti ereditati da altri, è compito degli amministratori in carica individuare sgravi che risarciscano adesso impresa e cittadini” conclude Scatizzi.