Comunicato stampa_26 febbraio 2010

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE FIRENZE
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Sesto Fiorentino, 26 febbraio 2010

CREDITO

SI IMPENNA LA RICHIESTA DI CREDITO DELLE PICCOLE IMPRESE DELLA PIANA: + 113,75% NEL QUARTO TRIMESTRE 2009, QUASI IL DOPPIO DEL VALORE MEDIO PROVINCIALE

L’edilizia è il settore in maggior sofferenz


Nel quarto trimestre 2009 le richieste di credito della Piana Fiorentina sono cresciute del 113.75% rispetto al terzo, quasi il doppio della crescita registrata mediamente in tutta la provincia di Firenze.

Lo rende noto l’Osservatorio Permanente sul Credito che Confartigianato Imprese Firenze ha istituito per monitorare costantemente il rapporto tra mondo bancario e piccola e micro imprenditoria artigiana e commerciale dell’area fiorentina.

Preoccupante anche la qualità del credito richiesto: nel 79,4% dei casi, infatti, si tratta di domande che vogliono far fronte ad esigenze di liquidità ed affidamento a breve termine.

“Dati allarmanti che rivelano un’abnorme sofferenza della stretta creditizia, addirittura 50 volte tanto quella, già grande, patita nel resto del territorio provinciale - dichiara Paolo Gori, presidente di Confartigianato Sesto Fiorentino - Dati che dimostrano come la questione dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese artigianali e commerciali rimanga irrisolta, nonostante proclami e annunci di buone intenzioni da parte di banche e istituzioni”.

La “fame di credito” mostrata dal comparto edile (raccoglie il 29,7% del totale di richieste) sottolinea come sia tra quelli più colpiti dalla crisi, situazione aggravata da un sistema dei lavori pubblici spesso legato a gare al massimo ribasso, fortemente penalizzanti per le PMI locali (ne è perfetto esempio l’attribuzione dei lavori di realizzazione della nuova sala consiliare del Comune di Sesto aggiudicato ad un’impresa non locale con ribasso del 42%) e dalla dilatazione dei tempi di pagamento da parte del pubblico.

Seguono l’edilizia nelle domande di credito, il benessere (15,1% ma principalmente per investimenti), il manifatturiero (12,4%), il commercio (11,1%), l’alimentare e i pubblici esercizi (9,1%), l’artigianato artistico (8,5%), l’autoriparazione (8,3%), l’ICT (3,2%), le imprese pulizia (2,6%).