Comunicato stampa 31 marzo 2010

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE FIRENZE
Simona Bartalozzi
Via Empoli, 27 – 50142 Firenze
Tel. 055.7326963 e 335.7273340
E-mail:ufficiostampa@confartigianatofirenze.it
Skype: simona_bartalozzi

Firenze, 31 marzo 2010

CONFARTIGIANTO IMPRESE FIRENZE

PER LA CHIUSURA DELLE CELEBRAZIONI DEL SESSANTESIMO ANNIVERSARIO DALLA FONDAZIONE, L’ASSOCIAZIONE GUARDA AL FUTURO

PARTECIPANO ALLA TAVOLA ROTONDA “LA NOSTRA FIRENZE. QUANDO L’IMPRESA GUARDA AL FUTURO” I VERTICI DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E IL SINDACO MATTEO RENZO

Presentato anche “La mi’ Firenze”: una carrellata sugli ultimi 60 anni di Firenze a firma di Giancarlo Antognoni, Ettore Bernabei, Cesara Buonamici, Franco Cardini, Irene Grandi e Matteo Renzi

Si svolge oggi a Firenze, presso l’auditorium Attilio Monti de «La Nazione», la tavola rotonda “La nostra Firenze. Quando l’impresa guarda al futuro” promossa da Confartigianato Imprese Firenze a conclusione delle Celebrazioni del suo 60° anniversario.

A parteciparvi il primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi e il gotha della rappresentanza d’impresa fiorentina: Gianna Scatizzi, presidente di Confartgianato Imprese Firenze; Alessandra Signori, presidente di Confcommercio Firenze; Mauro Fancelli, presidente Cna Firenze; Vasco Galgani, presidente della Camera di Commercio di Firenze; Giovanni Gentile, presidente di Confindustria Firenze e Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Firenze, moderati dal direttore de «La Nazione», Giuseppe Mascambruno.

“Sul piatto” il futuro di Firenze e della sua provincia visto con gli occhi delle imprese del territorio (93.795, per il 40% fiorentine). Gli interventi auspicabili e quelli da evitare per il rilancio di «una città così bella da non sembrare vera»1, ma che negli ultimi anni «si è rattrappita, si è fossilizzata»2, cercando di individuare come «una città orgogliosa di un passato mozzafiato»3 possa divenire «capace del guizzo di talento che dà la contemporaneità. Capace di investire sulle idee, la passione, l’innovazione. Una città in cui non si vivrà solo di ricordi ma una terra che affronta a viso aperto la sfida del domani»4.

“Una città – spiega Gianna Scatizzi – che ha voglia di esprimere e riattualizzare tutti i valori  che l’hanno resa grande in passato, primo di tutti il fattore umano dal quale scaturisce una famiglia sana ed una economia florida”.

A precedere il dibattito la presentazione del volume “La mi’ Firenze”: una cronaca agile e discorsiva degli ultimi sessant’anni di Firenze, raccontata dalla viva voce di alcuni dei suoi più illustri protagonisti: Giancarlo Antognoni, Ettore Bernabei, Cesara Buonamici, Franco Cardini, Irene Grandi, Matteo Renzi. Con il prezioso contributo introduttivo di Giuseppe Mascambruno.

Una cronaca (a cura di Simona Bartalozzi e Alessandro Vittorio Sorani, edizioni Polistampa) per parole, ma anche per immagini: il Dopoguerra, il sindaco Giorgio La Pira, l’Isolotto, la mondanità, l’alluvione, la contestazione, la Fiorentina, la moda, il delitto Lando Conti, il mostro, il Cinema Universale, la visita di papa Giovanni Paolo II, la strage dei Georgofili, il Social Forum, le più recenti opere come il Palazzo di Giustizia e la Tramvia.

Ed anche tante curiosità: Ettore Bernabei che prima di dirigere il «Giornale del Mattino», il «Popolo», la Rai e l’Italstat dirige «AF-Artigianato Fiorentino», il periodico di Confartigianato Imprese Firenze, in stampa ormai da 61 anni; Luca Mantellassi, ex presidente della Camera di Commercio e attuale membro di Giunta di Confesercenti Firenze che finanzia il primo videoclip di Irene Grandi partecipandovi anche in qualità di attore; Franco Cardini, adolescente discolo, espulso dal Galileo; Cesara Buonamici che, con Francesco Colonna e Massimo Sandrelli, fa un grandioso scherzo televisivo, nel quale senza mai dirlo si fa l’ipotesi del rapimento di Giancarlo Antognoni, in cui cascano in tanti, compresi i giornalisti di varie testate; Alessandra Signori, presidente di Confcommercio, che veste gli esordi di Irene Grandi con «cose molto casual, ma anche sexy a loro modo e nuove»5; la dichiarazione di amore di Matteo Renzi per la Fiorentina: «essere per la Fiorentina significa contemporaneamente amare Firenze, amare la simpatia, amare i piccoli vascelli contro le grandi navi da guerra. Significa anche amare la giustizia ed essere capaci di sopportare tanti torti. La prima volta che ho pianto per il calcio è stata l’ultima giornata del campionato 1981-82: lo scudetto che ci hanno fregato quelli della Juve»6.

“Insomma, un volume tra i meno consueti e convenzionali, appositamente pensato per la facile e piacevole lettura. Ci auguriamo, in grado di far rivivere, decennio dopo decennio partendo dagli anni Cinquanta, sia i fatti che gli stili di vita che hanno contraddistinto questa particolare, unica città” conclude Scatizzi.

 


Note
1, 3, 4, 6: “La mi’ Firenze”, intervista a Matteo Renzi
2: “La mi’ Firenze”, intervista a Ettore Bernabei
5: “La mi’ Firenze”, intervista a Irene Grandi