Firenze, Confartigianato presenta osservazioni al Piano strutturale

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE FIRENZE
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Firenze, 3 agosto 2010

PIANO STRUTTURALE COMUNE FIRENZE

CONFARTIGIANATO PRESENTA OSSERVAZIONI ALLA VALUTAZIONE INTERMEDIA: STOP A CENTRI COMMERCIALI, SI’ ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL TESSUTO ECONOMICO CITTADINO. OK ALLO SVILUPPO DI PERETOLA, ALL’INTERMODALITA’ E ALLA STAZIONE TAV A CASTELLO

Il presidente Scatizzi: paradossale che nell’intero documento la parola ‘artigianato’ non ricorra neppure una volta

Confartigianato ha consegnato al Comune di Firenze un documento di sintesi con osservazioni sulla valutazione integrata intermedia del Piano strutturale e suggerimenti per la sua redazione definitiva.

L’associazione condivide in linea generale i concetti di “volume zero” e di miglioramento della qualità della vita puntando sul verde pubblico, ma per attività produttive ed infrastrutture chiede e propone soluzioni diverse.

“Per prima cosa – spiega Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze – spiace e rattrista constatare una grande assenza: quella dell’artigianato. La parola stessa non ricorre neppure una volta nell’intero documento: paradossale per una città come Firenze, con una tradizione ed un presente fortemente artigiani (11.306 imprese, pari al 36% del totale provinciale). Invitiamo perciò l’amministrazione a tener conto di questo settore economicamente cruciale per la città, anche dal punto di vista delle politiche di programmazione strutturale”.

Tra le proposte a supporto diretto del comparto: la creazione, in aree individuate dall’amministrazione, di scuole dei mestieri artigianali che possano opporsi alla crisi generazionale che negli ultimi decenni ha investito il settore; la trasformazione in insediamenti produttivi artigianali (ad affitto equo) di edifici dismessi; la conversione di alcune delle proprietà comunali del centro in spazi espositivi permanenti dell’artigianato di qualità; la valorizzazione dell’Oltrarno con eventi, accessibilità e promozione turistica.

“E’ necessario porre fine alla costruzione di nuovi centri commerciali, siano essi medi o grandi – prosegue Scatizzi – per procedere invece ad una riqualificazione del tessuto economico cittadino da effettuarsi attraverso una forte presenza di botteghe artigianali, attività produttive, esercizi commerciali e mercati rionali. Un ‘ripopolamento’ di attività produttive che renderà la città più vitale, vivibile e sicura e consentirà anche di mantener fede ad uno dei principi che, pur guidando il piano, rimane spesso insoddisfatto nella progettazione: la possibilità di aver tutto ciò di cui si necessita a portata di mano, che denota attenzione tanto per il cittadino-utente, quanto per il turista”.

Di aiuto anche una politica di perequazione edilizia per le attività imprenditoriali che può risultare uno strumento efficace tanto per l’amministrazione, quanto per i cittadini e le imprese.

In ambito infrastrutturale, Confartigianato chiede lo sviluppo di Peretola, un sistema di mobilità integrata e la realizzazione della stazione Tav a Castello.

Se Firenze, come da Piano, deve essere «cerniera dell’area metropolitana e porta della Toscana verso l’Europa», allora può esserlo solo attraverso lo sviluppo dell’aeroporto “Amerigo Vespucci” (da condursi in sintonia con il “Galileo Galilei” di Pisa, ed in conformità alle esigenze e richieste della cittadinanza residente nelle aree maggiormente interessate dal traffico aereo) che faciliti imprenditoria, turismo e movimentazione di piccole merci.
“Ciò significa considerare e gestire i due aeroporti, che hanno caratteristiche complementari, come un’entità unica, come ‘il centro aeroportuale della Toscana’ – aggiunge Scatizzi – Condizione imprescindibile della suddetta integrazione, la realizzazione di un collegamento ferroviario superveloce tra le due città, con effettuazione delle operazioni di check-in direttamente a bordo treno”.

Imperativo anche il passaggio dell’alta velocità. La stazione, però, non potrà essere ubicata altro che a Castello, visto che, come sottolinea il Piano stesso, Firenze «possiede un tipo di mobilità che richiede sistemi intermodali». L’area appare infatti quella più idonea per l’intermodalità, riuscendo a raccordare trasporto su ferro e su gomma ed assicurando, al contempo, anche un collegamento celere con il trasporto marittimo.

Indispensabile, nell’intera operazione di riorganizzazione del trasporto ferroviario, è che le rotaie liberate con il sottoattraversamento siano lasciate a disposizione esclusiva dell’area metropolitana e non impiegate per il traffico merci.

Infine, Confartigianato evidenzia la necessità di una nuova politica della sosta: grandi parcheggi scambiatori gratuiti, dotati di collegamenti e soprattutto tanti piccoli posteggi interrati, ad un livello e di pertinenza che agevolino traffico, vivibilità ed attività produttive.