Diciplinare Unesco: presto il testo definitivo

Questi non sono provvedimenti che nuocciono alle imprese, ma interventi che proteggono una città piccola, preziosa al punto di essere Patrimonio dell’Umanità, ma stravolta da un flusso turistico di quasi 20 milioni di visitatori l’anno che, complice le ultime tornate di liberalizzazioni, ha innescato la crescita di attività ad uso e consumo turistico, con conseguente crollo del commercio di vicinato e perdita di vivibilità. Regolamento e Disciplinare Unesco, puntando al rispetto di ‘quote di toscanità’ o, in alternativa, esigendo garanzie di qualità, difendono proprio il territorio e lo fanno anche in senso culturale e identitario, a tutto beneficio sia delle attività e produzioni tipicamente toscane (che potranno svincolarsi dalle logiche globali che minacciano proprio le identità dei luoghi) che, grazie al meccanismo delle deroghe, delle aziende che fanno perno sull’alta qualità”.

È così che Alessandro Vittorio Sorani, presidente di Confartigianato Imprese Firenze, ribadisce il sostegno dell’associazione a Regolamento e Disciplinare Unesco, al termine del seminario “La corretta gestione delle attività alimentari” che Confartigianato ha organizzato il 10 maggio, col patrocinio di Palazzo Vecchio, per gli imprenditori del settore alimentare che ha visto la partecipazione di artigiani e commercianti, tra cui rappresentanti di alcuni dei più noti ristoranti e bar della città come Rivoire,  Ora D’Aria, Lungarno 23,  Trattoria da Zazà, Hard Rock Cafe.

Giovanni Bettarini, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Firenze, presente all’incontro per illustrare i due provvedimenti, ha annunciato che i lavori sul disciplinare sono in fase finale e che si concluderanno in qualche settimana.

L’assessore ha ribadito che non si tratta di un provvedimento di tutela della sola Toscanità, ma, grazie alle deroghe, di un provvedimento di garanzia della qualità.

Bettarini ha confermato anche la volontà di Palazzo Vecchio di accogliere la sollecitazione di Confartigianato per estendere il principio guida di valorizzazione del made in Tuscany/Made in Florence, che fonda il Disciplinare Unesco, dalle attività alimentari a quelle di altri settori. Il riferimento è andato alla direttiva Bolkestein e al connesso bando per gli ambulanti che farà perno su qualità del prodotto e filiera, oltre che sull’anzianità di servizio.

”Un modo per far si che le bancarelle non siano sommerse da chincaglierie e che si possa vendere merce prodotta in loco e merce di qualità. Perfetto per l’artigianato” commenta Sorani.

Buone nuove anche sul versante dei negozi storici e tipici: allo studio un altro disciplinare che tutela le attività, vincolandone la destinazione d’uso.

Obiettivo dell’incontro è anche stato quello di prevenire scorrettezze nel trattamento degli alimenti da parte degli operatori di settore. Il Capitano Pasqualina Frisio, Comandante dei Carabinieri Nas di Firenze, ha affrontato il tema delicato dei controlli da parte degli organi ispettivi e quelli relativi ad igiene e tracciabilità.

Le Imprese alimentari attive in  tutta la provincia di Firenze sono 5.709: per il 45% appartengono al settore ristorazione, per il 35% alla somministrazione, per il 7% sia alla panificazione che alla gelateria-pasticceria.

Il comune di Firenze da solo ne concentra il  51% (2.902). Seguono l’Empolese Valdelsa (15% delle imprese del settore), la Piana Fiorentina (10%), Valdarno Fiorentino e Valdisieve (8%), Mugello (6%), Chianti (5%), Scandicci (3%), Bagno a Ripoli, Fiesole (2%).