Iniziative ed eventi di Confartgianato Costruzioni

MESTIERE EDILIZIA

Proposta di Confartigianato Edilizia Toscana per fronteggiare lo stato di crisi e per determinare la qualita’ del comparto delle costruzioni

II comparto delle costruzioni rappresenta circa il 12% del prodotto interno lordo del Paese e occupa oltre 2 milioni di lavoratori, ma la sua importanza per l’economia del Paese va ben oltre i numeri. Il settore è infatti da sempre uno dei comparti con maggiore effetto moltiplicativo degli investimenti sull'occupazione e, anche per questo è fra quelli maggiormente In grado di trainare lo sviluppo intervenendo, fra l'altro, sul livello di efficienza di fondamentali fattori produttivi e sociali come le infrastrutture e politiche abitative.


Dopo anni di crescita ininterrotta oggi, anche il settore edile è interessato dagli effetti della crisi internazionale che, anzi per genesi e dinamica, colpisce gravemente il settore già alle prese con un rallentamento fisiologico della sua crescita. L'effetto combinato dì questi due fattori produce effetti dirompenti sia in termini di riduzione dei volumi di fatturato, sia in termini di occupazione con stime di circa 250.000 occupati in meno nel corso del 2009.


La gravità della situazione per le imprese, e, conseguentemente, per i lavoratori Impone scelte  immediate in termini di politiche pubbliche capaci di innescare l'effetto anticiclico che tradizionalmente il settore ha avuto, politiche che ad oggi sono ancora insufficienti per dimensione finanziarla e strumenti utilizzati.


Nella convinzione che occorra un urgente ed efficace intervento dello Stato, Confartigianato ritiene che esso debba essere fortemente orientato a consolidare la qualità del lavoro, delle imprese e del loro prodotto, garantire adeguati investimenti finalizzati at recupero del grave ritardo infrastrutturale e abitativo del Paese, adeguare il sistema degli ammortizzatori sociali alle specificità del settore prevedere semplificazioni procedurali per accelerare i tempi di realizzazione delle opere.


E' infatti necessario affiancare ad efficaci ed immediati interventi congiunturali altrettanti efficaci interventi strutturali finalizzati a promuovere modelli di impresa orientali alla qualità all’innovazione e alla sicurezza e positive politiche occupazionali favorendo così il lavoro regolare e le imprese qualificate.


Per questi motivi Confartigianato ritiene che siano fondamentali le scelte che si fanno oggi, non solo per attenuare gli effetti della crisi, ma anche per determinare le qualità del sistema che uscirà da essa.


A questo fine Confartigianato ritiene indispensabile una serie di interventi coordinati e sinergici da attuare prontamente su tre diversi livelli:

  • garantire un adeguato livello di investimenti promuovere strumenti a sostegno della domanda e favorire la sostenibilità dello sviluppo;
  • salvaguardare il lavoro, i redditi e le professionalità;
  • razionalizzare, rendere più efficiente e sviluppare il mercato.


L'insieme delle azioni suddette va comunque sostenuto attraverso la programmazione di un articolato programma di interventi di spesa pubblica e dì politica industriale e fiscale, capace di rilanciare la produzione, di sostenere l'occupazione, ma anche e soprattutto di rispondere agli oggettivi ritardi del Paese sul piano delle politiche infrastrutturali, abitative ed energetico-ambientali.


In tale contesto Confartigianato evidenza la necessità di più efficaci e incisivi interventi al fine di:


1. definire un piano straordinario per le infrastrutture, capace di mobilitare risorse attraverso procedure di spesa trasparenti e semplificate, a fianco di questo piano di grandi opere è necessario finanziare un programma di opere medio-piccole, diffuso sul territorio immediatamente cantierabili prevedendo anche una deroga all'applicazione del patto di stabilità interno per Regioni ed Enti locali, per gli Investimenti ricompresi in entrambi i programmi;
2. garantire che i pagamenti dovuti alle imprese per lavori pubblici da esse eseguiti siano effettuati nel rispetto dei tempi previsti contrattualmente evitando che le imprese sostengano le inefficienze delle Amministrazioni Pubbliche;
3. definire un  piano strutturale per affrontare il grave disagio abitativo attraverso il varo del Piano casa nazionale, articolato in un consistente programma di Edilizia Economica popolare pubblica e in un innovativo programma destinato ad affitti e vendite a prezzi concordati e basato su aree pubbliche;
4. definire un piano straordinario per programmi integrati di recupero e riuso delle grandi aree urbane a partire dal recupero e dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, dalla tutela dei beni culturali ed ambientali;
5. garantire che gli effetti delle azioni di sostegno al sistema bancario, introdotte dal Governo, siano effettivamente trasferite alle imprese e alle famiglie, per favorirne l’accesso al credito;
6. definire un programma di interventi immediati di recupero del patrimonio edilizio scolastico rifinanziando i piani triennali di cui alla legge n. 23/1996;
7. potenziare e stabilizzare gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio privato, visti i positivi effetti che tali misure hanno garantito negli ultimi anni, con particolare riguardo agli interventi legati al risparmio energetico;
8. definire adeguate politiche industriali a sostegno degli interventi di costruzione e manutenzione orientati alle politiche di innovazione e dì sostenibilità ambientate, attraverso un pacchetto dì interventi di sostegno alla domanda per via di sgravi fiscali o bonus edificatori e di sostegno e qualificazione dell'offerta attraverso strumenti selettivi dì incentivazione alle imprese.


Relativamente alla tutela del lavoro Confartigianato, di fronte alle gravi conseguenze che la crisi sta producendo in termini occupazionali e produttivi propone di:


a) rafforzare i controlli contro il lavoro irregolare;


b) mantenere e rafforzare le professionalità in carico alle imprese, evitando che la crisi le disperda, attraverso l'utilizzo di tutta la strumentazione esistente in materia dì formazione. In proposito, anche a seguito delle scelte contrattuali del settore, contenute negli Avvisi Comuni sottoscritti dalle parti a sostegno della regolarità contributiva, della sicurezza e delta formazione professionale, è auspicabile una politica di incentivazione fiscale e contributiva per quelle Imprese che anche attraverso, l’utilizzo degli enti bilaterali contrattuali del settore facciano crescere la professionalità della forza lavoro e garantiscano più elevati livelli di sicurezza;


c) prevedere interventi specifici in materia di ammortizzatori sociali finalizzati a contrastare l'attuale crisi occupazionale, per potenziare ed estendere le tutele dei lavoratori in un più ampio arco temporale, favorendo anche la qualificazione delle maestranze. A tal fine   occorre mobilitare tutte le risorse
necessario attraverso l'utilizzo del considerevole avanzo patrimoniale presente nella gestione edilizia della CIG e delle risorse previste da parte del Governo e delle Regioni in materia di ammortizzatori sociali, anche in deroga.

Nel quadro delle azioni volte a razionalizzare, rendere più efficiente e sviluppare il mercato, si rendono necessari interventi di revisione della normativa volti a:


a) rendere più selettivo il sistema di accesso alla professione di imprenditore edile ed il sistema di qualificazione delle imprese di lavori pubblici (revisione del sistema SOA); sviluppare le potenzialità - anche in chiave di ampliamento del mercato e di crescita dimensionale e qualitativa di tutti gli operatori della filiera delle costruzioni - delle nuove forme di affidamento dei lavori pubblici (partenariato pubblico privato, leasing, appalto a contraente generale, concessione), perseguendo in parallelo appropriate forme di coinvolgimento
e di tutela di tutti i soggetti coinvolti nel processo produttivo che sono tenuti all’esclusiva applicazione del contratto del settore edile;


b) favorire la diffusione di “ Protocolli di Legalità” preventivi all’apertura di grandi cantieri, finalizzati a contrastare possibili infiltrazioni malavitose e a consentire lo svolgimento dei lavori nella legalità e nella trasparenza;


c) attuare pienamente il T.U. sulla sicurezza sul lavoro.


d) velocizzare l’approvazione della legge di accesso alla professione edile, oggi all’esame delle preposte Commissioni parlamentari.