Nuovo regolamento alimentare del centro di Firenze: molto bene le "quote di toscanità"

Alessandro Vittorio Sorani“Un provvedimento che fa perno sul ‘Made in Tuscany’, che punta al rispetto di ‘quote di toscanità’ o, in alternativa, esige garanzie di qualità, nell’allestimento come nella capacità di armonizzarsi all’identità del territorio fiorentino, non può che trovarci favorevoli”.

È con queste parole che Alessandro Vittorio Sorani, presidente di Confartigianato, accoglie il Regolamento per le nuove attività alimentari del centro storico appena varato dalla Giunta di Palazzo Vecchio.

“Una battaglia coraggiosa e innovativa che prosegue quella del regolamento per tutelare l’identità culturale nell’area Unesco votato dalla Giunta in gennaio. Provvedimenti che intendono difendere il territorio non solo in senso storico-artistico, ma anche culturale e identitario. Ne beneficeranno, infatti, le attività e le produzioni tipicamente toscane, svincolandosi così dalle logiche globali che minacciano proprio le identità dei luoghi” prosegue Sorani.
 
E l’alta qualità a disposizione del Made in Tuscany agroalimentare è sterminata.  Basti pensare che, dei 4.813 prodotti agroalimentari tradizionali censiti in Italia (cioè alimenti caratterizzati da lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo), la Toscana da sola ne conta quasi 1/10 (il 9,6%)”. 463 alimenti per l’esattezza, che si vanno aggiungere alle Dop e Igp, cioè le migliori specialità agroalimentari riconosciute e tutelate dall’Unione Europea, toscane ben al 10%, che, dopo una battaglia ultradecennale di Confartigianato, hanno visto il recente nuovo ingresso del Pane Toscano Dop.

“Abbiamo però anche qualche timore e qualche interrogativo. Il regolamento sarà inattaccabile normativamente? Riuscirà a superare la mole di ricorsi da cui, molto probabilmente, sarà colpito? Come funziona la Commissione che stabilirà le deroghe? E inoltre, quanto, nella pratica del day by day, risulterà di facile applicazione? In tal senso, siamo a disposizione dell’amministrazione comunale con tutte le nostre competenze in modo da superare ogni ostacolo e far luce su ogni zona d’ombra” prosegue Sorani.

“La tutela del ‘Made in’ è una nostra priorità da sempre, ma non solo in ambito alimentare. Allora, perché non allargare il raggio e studiare interventi che, dalla bancarella alla boutique, valorizzino la produzione e la vendita di prodotti di qualità che parlino della città?” conclude il presidente degli artigiani fiorentini.