
Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2026 di MIDA – il Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze – che dal 27 al 30 aprile ha ospitato il progetto “Firenze Città del Restauro”, promosso dalla Camera di Commercio di Firenze e dalla sua azienda speciale PromoFirenze, con il coinvolgimento attivo di Confartigianato e delle principali associazioni di categoria del settore.
Quattro giornate intense di incontri, approfondimenti e confronto dedicate al presente e al futuro del restauro e della conservazione dei beni culturali, nelle quali Confartigianato Restauro ha avuto un ruolo centrale e da protagonista.
Tra gli appuntamenti più significativi, il convegno organizzato da Confartigianato dal titolo “Custodire il passato, progettare il futuro – Il passaggio generazionale nel restauro dei beni culturali”, occasione di riflessione sulle sfide e sulle opportunità legate alla trasmissione delle competenze nel settore del restauro.
Grazie al contributo e al coordinamento di Tommaso Nesi, vicepresidente nazionale di Confartigianato Restauro, sono stati inoltre promossi importanti momenti di approfondimento dedicati a temi strategici per il comparto: dalla Giornata Mondiale della Sicurezza sul Lavoro con il convegno “Sicurezza e tutela nei cantieri di restauro: rischi, norme e buone pratiche”, fino agli incontri su “Sostenibilità e restauro”, sulle Figure professionali e tecniche del restauro e sulla formazione delle nuove generazioni di restauratori.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della formazione attraverso l’iniziativa “Formare al restauro: i nuovi corsi per tecnico del restauro finanziati dalla Regione Toscana”, con la partecipazione dei giovani frequentanti il corso per “Tecnico del Restauro” organizzato da Confartis, l’agenzia formativa di Confartigianato accreditata dalla Regione Toscana.
Momento particolarmente emozionante della manifestazione è stata la cerimonia di conferimento del riconoscimento “Maestro del Patrimonio”, dedicato alle figure storiche del restauro che si sono distinte nel periodo successivo all’alluvione di Firenze.
Un evento ricco di partecipazione, memoria e passione, durante il quale sono stati premiati Dino Dini, Renzo Nesi, Sabino Giovannoni, Guido Botticelli, Studio Granchi, Andrea Fedeli, oltre ai consulenti della Soprintendenza Umberto Baldini, Ugo Procacci ed Ezio Ferroni.
I riconoscimenti a questi ultimi sono stati ritirati da Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, anch’esso insignito del premio.
Un ulteriore riconoscimento è stato conferito anche a Piero Bargellini, il “sindaco dell’alluvione”, ritirato dalla figlia Antonina Bocci Bargellini.







