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CONVEGNO RESTAURO. Custodire il passato, progettare il futuro

“Il passaggio generazionale nel restauro dei beni culturali”

Salone dell’Arte e del Restauro / Firenze città del Restauro

martedi 28 aprile 2026 ore 15.00 – 17.40- Padiglione Fureria

MIDA 2026 – Fortezza da Basso – Firenze

ore 14.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti

ore 15.00 Introduzione ed excursus storico

Tommaso Nesi VicePresidente nazionale Confartigianato Restauro

Sara Funaro Sindaca di Firenze

Giuseppe Salvini Segretario Gen della Camera di Commercio di Firenze

Tecniche, materiali, innovazione e sostenibilità

ore 15.40 Rodorico Giorgi – Prof. Università degli Studi di Firenze

Ricerca sui nanomateriali e sulle soluzioni sostenibili per la conservazione

ore 16.00 Alessandro Zaldei –Ricercatore Istituto per la bioeconomia del CNR

Specialista in microclima e monitoraggio ambientale

ore 16.20 Carlo Alberto Garzonio – Prof.Em. Università degli Studi di Firenze

Diagnostica e tecniche di indagine non invasive

Il passaggio generazionale e l’inserimento dei giovani restauratori

ore 16.40 Paolo Gasparoli – Presidente nazionale Confartigianato Restauro

Associazionismo, formazione e prospettive professionali

ore 17.00 Emanuela Daffra – Soprintendente Opificio delle Pietre Dure

Il ruolo dell’Opificio nella formazione per l’orientamento e il futuro dei giovani

ore 17.20 Vittorio Gasparrini – Presidente Club UNESCO Firenze

Il ruolo delle istituzioni e delle associazioni nel ricambio generazionale

ore 17.40 Fine dei lavori

1. Memoria storica e genealogia del restauro

Il laboratorio di San Salvi rappresenta uno dei luoghi simbolo da cui ha preso forma la comunità dei restauratori fiorentini nel periodo successivo all’alluvione del novembre ‘66. In questo contesto si è sviluppata una vera e propria tradizione professionale, fondata sulla trasmissione diretta del sapere, sull’esperienza condivisa e su un forte senso di responsabilità verso il patrimonio culturale. Un itinerario attraverso le figure storiche dei restauratori Dino Dini, Renzo Nesi, Sabino Giovannoni, Guido Botticelli, Studio Granchi, Andrea Fedeli, Foto Locchi, dei consulenti della Soprintendenza Umberto Baldini, Ugo Procacci, Ezio Ferroni e del “Sindaco dell’alluvione” Piero Bargellini consente di comprendere come si sia consolidata una cultura del restauro basata su continuità, rigore metodologico e collaborazione tra istituzioni e professionisti.

Attraverso un excursus storico, si ripercorrono le tappe fondamentali della nascita e dell’evoluzione del restauro a Firenze, mettendo in luce il ruolo delle istituzioni, dei laboratori e delle pratiche che hanno contribuito a definire metodi, principi e valori ancora oggi centrali nella disciplina. Questo percorso consente di comprendere come la memoria storica costituisca il fondamento imprescindibile per affrontare le sfide contemporanee.

2. Tecniche, materiali, innovazione e sostenibilità

Il restauro contemporaneo si colloca sempre più all’incrocio tra sapere artigianale e ricerca scientifica. In questa prospettiva, il confronto tra competenze diverse diventa essenziale per affrontare le nuove sfide poste dalla conservazione dei beni culturali.

Particolare attenzione è dedicata all’impiego di tecnologie avanzate, allo sviluppo di materiali innovativi e alle metodologie diagnostiche, con uno sguardo rivolto anche alla sostenibilità ambientale. L’obiettivo è quello di promuovere pratiche di restauro sempre più consapevoli, in grado di coniugare efficacia degli interventi, rispetto delle opere e riduzione dell’impatto ambientale.

3. Il passaggio generazionale e l’inserimento dei giovani restauratori

Il tema del passaggio generazionale rappresenta uno snodo cruciale per il futuro del restauro. La continuità del mestiere non si limita alla trasmissione di competenze tecniche, ma include anche valori, sensibilità e approcci maturati nel tempo.

In questo contesto, il dialogo tra generazioni assume un ruolo centrale: da un lato, l’esperienza consolidata; dall’altro, l’energia e le nuove prospettive dei giovani restauratori. Favorire l’inserimento delle nuove generazioni significa creare le condizioni per un ricambio autentico e sostenibile, capace di mantenere viva la tradizione innovandola al tempo stesso.

l seminario propone una riflessione articolata sul tema della continuità del sapere nel mondo del restauro dei beni culturali, un dialogo fra memoria storica, ricerca scientifica e prospettive professionali per le nuove generazioni.

A partire dall’esperienza fondativa del laboratorio di San Salvi, luogo centrale della nascita della moderna comunità dei restauratori fiorentini nel periodo successivo all’alluvione del 1966, il seminario ripercorre le figure e le vicende che hanno contribuito a costruire una tradizione professionale solida e riconosciuta a livello internazionale.

La trasmissione del mestiere – spesso familiare, sempre profondamente umana – emerge come elemento centrale per la conservazione non solo delle competenze tecniche, ma anche dei valori etici e culturali che caratterizzano la professione del restauratore.

Il confronto si apre poi alle sfide contemporanee del restauro, attraverso l’intervento di esperti provenienti dal mondo della ricerca e delle istituzioni. Tecniche diagnostiche avanzate, nuovi materiali, nanomateriali, monitoraggio microclimatico e sostenibilità ambientale vengono presentati come strumenti imprescindibili per una conservazione consapevole e responsabile del patrimonio culturale. L’innovazione, in questa prospettiva, non si contrappone alla tradizione, ma ne rappresenta una naturale evoluzione.

La parte conclusiva ma centrale del seminario è dedicata al passaggio generazionale e all’inserimento dei giovani restauratori, affrontando il ruolo delle istituzioni, delle associazioni di categoria e dei percorsi formativi nel favorire il ricambio professionale. Il dialogo tra esperienze consolidate e nuove competenze diventa così la chiave per garantire un futuro al restauro dei beni culturali, un momento di confronto interdisciplinare, rivolto a restauratori, studiosi, studenti, istituzioni e operatori del settore, con l’obiettivo di promuovere una visione condivisa del restauro come patrimonio vivo, in continua trasformazione.